mercoledì 7 maggio 2008

Presidenze...

Cari lettori,
nuove elezioni, nuovi vincitori, nuovi vinti e nuovi presidenti di Camera e Senato.
Il nostro partito si propone di superare le ideologie, si propone di dare allo Stato una funzione più pratica possibile ma senza rinunciare ai pilastri della democrazia quali la legalità, la pluralità, la libertà.
In base a questo mi dispiace ma non posso accettare che un ex missino, per di più ex segretario missino possa essere il Presidente della Camera dei Deputati, il padrone di casa a palazzo di Monte Citorio, edificio che ha ospitato l'assemblea costituente del 1946, non può e non doveva essere Gianfranco Fini. ll danno politico in torto alla storia è ormai stato fatto.
A coloro i quali potrebbero protestare contro la mia presa di posizione rispondo: danni allo Stato, leggi liberticide e di discriminazione razziale, guerre, milioni di morti. Chi li ha cagionati ?
Il Fascismo.
Per questo da liberale e democratico quale sono dico che ogni totalitarismo è nocivo all'individuo, dal comunismo al fascismo; dall'integralismo islamico a quello cristiano; il problema in Italia è che spesso ci si distrae durante la lezione di storia a scuola da ragazzi, ci si dimentica quindi che in Italia se c'è un movimento che la libertà l'ha tolta veramente al nostro popolo è stato il Fascismo, non altri.
Suonerà strano ma il "Gianfranco" lo preferisco al neo Presidente del Senato della Repubblica: Renato Schifani, siciliano, Berlusconiano della prima ora e un passato "professionale" poco chiaro.
Nel 1979 fu uno dei fondatori della siculabrokers, di cui è stato amministratore delegato e tra i soci c'era un certo Benny D'Agostino condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e Nino Mandalà che, ancora in attesa di giudizio è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei....

Virgo

sabato 3 maggio 2008

V2 - Day

Il 25 Aprile, anche a Pescara, i banchetti organizzati dai "Grillini" si sono prodigati per la raccolta delle firme in favore del referendum, proposto da Beppe Grillo, sulla libertà d'informazione.
Nello specifico, i quesiti referendari sono tre:
1) abolizione dell'ordine dei giornalisti;
creato nel 1925 da Benito Mussolini per controllare la stampa, oggi è strumento, a mio giudizio, per ostacolare la libera informazione, per togliere a molti cittadini la possibilità di esprimere a mezzo stampa la propria opinione, per limitare i tanti professionisti "scomodi" che sono poi quelli che tentano di fare davvero il loro dovere, tra mille difficoltà.
2) abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria;
sono tantissimi, i giornali di tiratura nazionale a ricevere i finanziamenti dallo Stato.
Noi italiani siamo costretti a pagare due volte il giornale: attraverso le tasse, anche se non acquistiamo nulla e in edicola quando scegliamo che giornale leggere.
Quanto una testata giornalistica guadagna, lo devono decidere i lettori: scegliendo o no di farne uso per informarsi. In Italia ormai, il fatturato di un giornale è "inquinato" dal finanziamento pubblico, che è richiesto dai singoli parlamentari, in poche parole, più deputati e senatori richiedono il finanziamento per quella testata, più alta sarà la cifra destinata alla cassa della redazione. Molti giornali di partito o "simpatizzanti" in realta sono quasi dei fantasmi, insomma, è difficile trovarli in edicola.
3) abrogazione della legge "Gasparri";
premetto che nel prossimo numero dedicherò un articolo intero a spiegarne i dettami.
Ecco la novella "pirandelliana"del ventunesimo secolo.
Nel 1999, a seguito di una sentenza della corte costituzionale che, determinava l'incostituzionalità per un editore televisivo di detenere più del 20% delle frequenze nazionali, Mediaset dovette rinunciare ai diritti sulle frequenze della terza rete: rete 4.
Un imprenditore, tal Di Stefano rilevo, a seguito di gara pubblica, tali diritti sull'etere.
Non si è mai data esecuzione (governativa) a tale assegnazione.
Nel 2003 il Ministro delle Comunicazioni Gasparri emanò un decreto, detto "salva rete4".
Non entrerò nel merito, perchè come ho già detto: questo argomento merita ampio spazio.
Una cosa però voglio dirla: la Corte Costituzionale ha bocciato tale legge, poi la Corte dei Conti, poi la Corte di Giustizia Europea.
Tra pochi giorni l'Italia sarà messa in mora dalla commissione europea e attraverso le tasse dovremo pagare 350 milioni di euro di multa al giorno. Tutto ciò per vedere rete4. Tutto ciò per far continuare a guadagnare (ingiustamente) Silvio Berlusconi.

I Giovani dell'Italia dei Valori, il 25 Aprile erano al fianco degli amici di Beppe Grillo e saranno sempre presenti, in tutte le occasioni di lotta pacifica per la libertà, la legalità e la democrazia.

Emanuele Mancinelli

giovedì 17 aprile 2008

GRAZIE A TUTTI !

Cari amici,
le elezioni amministrative 2008, a Pescara, hanno visto vincitore il Sindaco uscente Luciano D'Alfonso, del Partito Democratico.
L'Italia dei Valori al Comune si è avvicinata al 6%, sono stati eletti 3 consiglieri.
Io ho conseguito ufficialmente 22 voti, che per un ragazzo, senza un soldo per la campagna elettorale, senza familiari in città in quanto risiedono tutti fuori regione....sono già abbastanza per iniziare. Se poi consideriamo che qualcuno il mio nome l'ha scritto sulla scheda grigia invece che quella azzurra e che alcuni voti validi usciti dall'urna sono spariti sulla griglia dei verbali...
Beh 30 persone circa che hanno avuto fiducia in me per farsi rappresentare non possono che inorgoglirmi.
Grazie a tutti e 30.
Emanuele

lunedì 7 aprile 2008

Priorità per Pescara

Sarò breve,
sono giovane, ho voglia di fare, ho ancora l'ingenuità di un bimbo, anche se, nei miei venticinque anni di vita ne ho già viste tante.
Perchè mi sono candidato al consiglio comunale?
Me lo chiedo spesso.
La prima motivazione è contenuta essenzialmente nell'invito che mi è stato fatto cinque mesi fà dall'On. Carlo Costantini, una persona che ritengo meritevole di essere supportata. Perchè, vi chiederete.
Vi rispondo subito. Perchè in due anni in Parlamento ha presentato proposte di legge che sono utili e necessarie, come ad esempio: l'affidamento congiunto dei figli per i genitori separati (approvato), per dare pari dignità, diritti e doveri ad entrambi i genitori; quello poi sull'incandidabilità dei condannati al Parlamento è il fiore all'occhiello della sua attività, in coerenza tra l'altro con gli ideali del nostro partito: l'Italia dei Valori.
La seconda motivazione che mi muove è quella del ricambio generazionale di cui tanto si parla, SONO DISPOSTO A METTERCI LA FACCIA ! Molti ragazzi onesti e volenterosi, con tante idee, passione e quant'altro di più nobile si cerchi in un individuo NON HANNO LE PALLE...e questo è un dato di fatto!
Sono stufo di stare a guardare dalla finestra e criticare, ma per poter fare qualcosa ho bisogno del tuo aiuto giovane (come me) amico o amica. Ho bisogno del tuo voto.
Le priorità per Pescara?

Più TRASPARENZA degli atti amministrativi.

Annullare il CLIENTELISMO imperante.

Difendere la SALUTE dei cittadini.

Creare INFRASTRUTTURE ECOCOMPATIBILI per i giovani e la cultura.

COME?

Utilizzando la RETE per semplificare le pratiche e le trafile burocratiche (spesso ricattatorie).

Essendo SENTINELLA della legalità all'interno delle istituzioni.

Bloccando tutte le opere pubbliche DANNOSE ED INUTILI, che servono solo a far speculare finti imprenditori che campano con sovvenzioni della politica.

Proponedo ciò che la VERA MODERNITA' ci suggerisce: come pannelli solari che potranno consentire ad interi edifici pubblici di autoprodursi energia (con un notevole risparmio per i contribuenti), raccolta differenziata obbligatoria con un vero smaltimento che porti al riutilizzo dei materiali ed alla produzione di energia.

Il mio sogno, infine è il seguente: REALIZZARE UN POLO CULTURALE presso i locali dell'ex Aurum, credo ci sia bisogno di una biblioteca, mediateca, emeroteca, teatro per giovani e molto altro ancora si possa realizzare in quegli enormi locali, situati a meno di un chilometro dall'università.

Spero che i miei amici e tutte le persone che credono in me, in questi ultimi tre giorni di campagna elettorale si attrezzino per dare a Pescara un CONSIGLIERE LIBERO.
A voi l'ardua sentenza.

Un abbraccio a tutti ed un ringraziamento particolare alle persone che più mi sono state vicine e più si sono spese per aiutarmi:
Mia madre, i miei nonni, Daniele ed Enrica.
Ma anche gli zii, Mario, Arian, Willi (anche se è del PdL), Luca, Paola ed Enrico B.
Per gli altri aspetto ancora una settimana, perchè, come dice qualcuno, fidarsi è bene ma non fidarsi...

Emanuele Mancinelli
Candidato al Consiglio Comunale di Pescara

venerdì 28 marzo 2008

Le priorità per l'Italia

Cari amici,
tra due settimane si voterà per il rinnovo del parlamento nazionale e spero che il "mio" partito: l'Italia dei Valori, consegua una percentuale rilevante di voti, almeno il 4%, che in caso di vittoria ci consentirebbe d'influire di più nell'azione di Governo e penso che oltre alle Infrastrutture, per nostra indole, potremmo fare molto bene anche ai Trasporti, alle Comunicazioni, alla Funzione Pubblica e soprattutto al Ministero della Giustizia.
Potremmo attuare riforme importanti ed essenziali in questi campi per ritornare in corsa, insieme agli altri paesi europei verso uno sviluppo delle tecnologie, delle strutture, delle energie più adatte e nel rispetto dell'ecosistema ed il paesaggio, una giustizia dalla parte del cittadino onesto e soprattutto una INFORMAZIONE REALMENTE PLURALE, che è il sale della democrazia.
Votate l'Italia dei Valori...il partito dei fatti concreti e del buon senso.

Emanuele

lunedì 3 marzo 2008

Rivoluzione democratica!

Pubblico gli 11 punti del programma elettorale dell'Italia dei Valori:


LAVORO

Miglioramento della Legge 30, garantendo reddito e riqualificazione nei periodi di non occupazione e prevedendo agevolazioni fiscali per i lavoratori precari
Per i giovani, salario minimo di ingresso di 1000/1100 Euro
Controlli effettivi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e rigore nell’applicazione delle sanzioni.


SICUREZZA

Rimpatrio immediato ed effettivo degli immigrati clandestini e obbligo, per quelli condannati, di scontare le pene nei Paesi di origine.
Più Polizia nelle strade e più video sorveglianza nel territorio
Inasprimento delle pene per i reati contro i minori e contro le donne


LEGALITA'

Reintroduzione del reato di falso in bilancio
Eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello
Pene certe e processi penali e civili più rapidi (possibilità di applicazione della pena dopo il secondo grado di giudizio e sospensione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio).


ECONOMIA

Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca
Liberalizzazione dei servizi pubblici
Diminuzione del carico fiscale sulle imprese.


INFORMAZIONE

Fine dei duopolio Rai-Mediaset in attuazione delle direttive europee e delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di giustizia europea.
Revisione dei criteri di assegnazione ed effettivo controllo sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici all’editoria
Fuori la politica dalla Rai


SALUTE

Nomine e incarichi nelle Asl e negli ospedali secondo criteri di competenza e professionalità valutati da organi indipendenti
Realizzazione di strutture mediche di eccellenza su tutto il territorio nazionale
Maggiori finanziamenti alla ricerca medica.


POLITICA

Incandidabilità al Parlamento per i condannati con sentenza passata in giudicato
Restituzione agli elettori della scelta dei candidati
Riduzione del numero dei componenti delle Assemblee elettive (Parlamentari e consiglieri comunali provinciale e regionali)


FAMIGLIA E DIRITTI DELLE PERSONE

Riconoscimento di un sistema di diritti e doveri per le coppie di fatto
Agevolazioni sulla prima casa per le giovani coppie
Diffusione capillare di asili e asili nido con orari di apertura identici a quelli di lavoro e creazione di un sistema di tutele per le lavoratrici madri


SCUOLA/UNIVERSITA'

Integrazione Università/Imprese su progetti di ricerca e innovazione
Diffusione delle nuove tecnologie informatiche (Wi Max) e loro insegnamento a partire dalle scuole elementari
Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili


LOTTA A SPRECHI E INEFFICENZA PUBBLICA

Obbligo di gestione unificata dei servizi generali nei comuni con meno di 5000 abitanti
Riduzione di almeno il 50% del numero di Società a partecipazione pubblica sia dello Stato che degli Enti Locali
Abolizione delle Provincie nelle aree Metropolitane e abolizione delle Comunità montane


AMBIENTE E QUALITA' DELLA VITA

Sviluppo energie rinnovabili (finanziamento auto elettriche, pannelli solari, centrali elettriche e autonome)
Incentivazione del trasporto pubblico
Realizzazione nelle realtà inadempienti di un ciclo di rifiuti basato su raccolta differenziata, riutilizzo del riciclabile e smaltimento ecocompatibile.

lunedì 18 febbraio 2008

Partito Democratico: vantaggi, svantaggi e Polito

Pubblicato il 17 Febbraio, 2008
da Fabio Andrea Petrini su: http://www.giornaledigitale.net/


Nello stravagante e bizzarro contesto politico italiano, la nascita del Partito Democratico ha fortemente cambiato lo scenario. Se è vero che un fenomeno di questa entità condiziona un po’ tutta la politica europea, figuriamoci le conseguenze, già in parte visibili, che un progetto così ampio e ambizioso accompagnerà nel nostro futuro. Essere di centro, di destra, di sinistra o “laici” post ideologici non è importante per una analisi generale. Una buona politica non può prescindere dall’esistenza di un minimo comune denominatore.
Spesso ci si interroga sull’essere unionisti o separatisti, entrambe le collocazioni hanno i loro vantaggi e svantaggi. Si pensi all’unione europea, in particolare quanto può aver migliorato gli inevitabilmente difficili rapporti che popoli e culture diverse possiedono. Si pensi alla stabilità che la moneta unica ha offerto alla nostra economia anche grazie all’introduzione dei parametri di Maastricht e di tutti quei criteri che impediscono al libero mercato di diventare un feudo. All’interno di questa conquista c’è chi ancora rema contro magari perché sostiene che convenzioni “sconfinate” non tengono conto delle piccole realtà locali come il comune beneventino di turno o delle sensibilità di Borghezio.
Negli ultimi anni, l’aver dato una rappresentanza parlamentare anche alla lista civica che garantisse la vittoria alle elezioni è stata la bandiera del fallimento politico.
Il PD, come si sta osservando ora, ha ridotto la frammentazione “costringendo” i partiti affini ad aggregarsi e a svincolarsi da quelli più lontani e microscopici.
Le alleanze e quindi le coalizioni devono ritornare ad essere figlie della politica, non dell’aritmetica.
Non si capisce bene il motivo per cui una collocazione politica debba essere ancora identificata con le parole “centro”, “sinistra” e “destra”. Avere tre scelte per una linea di pensiero significa non avere scelte. La politica è bene che inizi a muoversi su larga scala per valori, credibilità dei candidati e seri programmi elettorali. Tuttavia la democrazia prevede la scelta e quindi anche scegliere di rimanere nel passato fa parte del gioco ma al di fuori di palesi ambiguità.Ora gli eletti saranno più conformi alle volontà degli elettori, in tutti gli schieramenti.
Sebbene ci sono vari vantaggi, c’è però anche qualche punto forse non positivo. Potrebbero venir meno ad esempio, contributi costruttivi di quella sinistra responsabile che non ha rinunciato al valore della laicità come punto di partenza per iniziare un dialogo all’interno di un partito. Veltroni e Di Pietro dovranno poi garantire politiche ambientaliste, di solidarietà e di equità sociale che, senza una profonda assunzione di responsabilità, potrebbero essere “trascurate”.C’è anche da dire, ringraziando ancora Berlusconi per la legge elettorale “porcellum”, che i nuovi gruppi parlamentari saranno inevitabilmente scelti dalle segreterie di partito, in modi più o meno democratici. Non saranno eletti con il voto di preferenza, non lo sono stati nella passata legislatura. Questo comporta l’infiltrazione di minoranze incompatibili con il pensiero degli elettori. Il senatore Antonio Polito è stato eletto nel gruppo dell’Ulivo. Egli era direttore di “Il Riformista”, un giornale pagato in parte con i soldi pubblici, che pochissime persone leggono. Quanti elettori conoscevano polito prima delle elezioni politiche 2006? Più volte ha fatto dichiarazioni di totale incompatibilità con il programma dell’Unione e di forte vicinanza alla politica al centrodestra. Rimane tuttora nel centrosinistra.
Vorrei ora porre all’attenzione dei lettori le sue ultime dichiarazioni in un comunicato stampa:
“Sono tre volte contrario alla scelta del Pd di apparentarsi sulla scheda elettorale con il partito di Di Pietro". Lo dichiara il senatore del Pd Antonio Polito. "Primo: perché così facendo si afferma che la cultura politica del nuovo partito si sente più vicina al giustizialismo dell’ex pm che al liberalismo dei radicali e dei socialisti. Secondo: perché il partito di Di Pietro è un partito personale che già alle passate elezioni non andò tanto per il sottile nella scelta dei candidati e che creò al Senato non poche turbolenze nella maggioranza, soprattutto sui temi della giustizia. Terzo: perché se anche il Pd vincesse le elezioni, per governare avrebbe bisogno dei parlamentari eletti con Di Pietro, con buona pace della vocazione maggioritaria”.Antonio Polito,Comunicato stampa del 13 febbraio 2008, senato.it
Caro Polito,primo: la posizione che ha ribadito Di Pietro è sempre stata quella di non permettere le candidature al parlamento di persone che sono state condannate per reati gravi con sentenza penale passata in giudicato. Persone che hanno commesso reati. La posizione processuale, per questi signori, è stata quindi varata da organi dell’ordine giudiziario pertanto il giustizialismo di cui lei parla non centra nulla. Inoltre l’Italia dei Valori ha sempre sostenuto una politica liberale ed ha anche una componente socialista al suo interno. I socialisti a cui lei fa riferimento invece, hanno acquisito nel loro partito Gianni De Michelis che è stato condannato per corruzione sulle mazzette autostradali in Veneto e per finanziamento illecito nel processo Enimont.Secondo: forse il partito di Di Pietro è un partito personale dove tutti la pensano allo stesso modo, sui temi precedentemente citati. Le turbolenze vennero create solo quando la politica del governo tentò di interferire nell’autonomia della magistratura (es. avocatura di de Magistris) o nella libertà di informazione (es. DDL Levi-Prodi) che purtroppo è limitata in Italia.Terzo: qui sono d’accordo con lei, sono felice che sia così.


Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di Giornale Digitale.http://www.giornaledigitale.net/

domenica 17 febbraio 2008

BUONE NOTIZIE PER GLI SPORTIVI DELL'UNIVERSITA' DI TERAMO

Una buona notizia per gli universitari che amano lo sport: circa la metà del costo dell’abbonamento per la palestra verrà rimborsato entro trenta giorni.

CUS TERAMO ED ADSU SI ACCORDANO: RIMBORSI PER CHI VA IN PALESTRA.

Noi Giovani dell’Italia dei Valori dell’Università di Teramo, abbiamo pensato di pubblicizzare con un articolo, questa importante opportunità offertà dall’ultimo accordo stipulato tra ADSU e CUS di Teramo.

Gli studenti dell’università di Teramo dal 2008 potranno fruire di un importante convenzione stipulata dal Centro Universitario Sportivo (CUS) con l’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario (ADSU): rimborsi, entro 30 giorni, fino al 60% del costo sostenuto per l’acquisto dell’abbonamento per andare in una delle palestre convenzionate con il nostro CUS.
Più precisamente, gli studenti appartenenti alla 1° fascia di reddito (la più bassa), usufruiranno del 60% di rimborso delle spese sostenute per l’acquisto dell'abbonamento, per gli appartenenti alla 2° fascia verrà corrisposto il 40% della somma.
Bisogna ricordare due cose: la prima è che per usufruire dei rimborsi bisogna iscriversi al CUS (la tessera si rinnova ogni anno con un contributo di appena 10 euro), la seconda osservazione è atta a sottolineare che i rimborsi saranno applicati a tariffe già scontate, in seguito a convenzioni, stipulate in precedenza dal CUS, direttamente con le singole palestre o centri sportivi.
Ecco i centri convenzionati con il CUS:
Teramo
Palestra Interamnia , via Ponte S. Ferdinando: € 40 mensili - ingresso libero;
Palestra Di Mattia (Ginnastica Teramo), via Tripoti: € 40 mensili, € 100 trimestrali - ingresso libero;
Palestra C.A.M., via S. Ferdinando 40: € 20,70 mensili - ingresso libero;
Palestra Wellness Club, via Gammelli: € 40 mensili - ingresso libero;
Palestra Life Club, v.le Bovio: € 30 mensili - 3 ingressi settimanali delle ore 9 alle ore 15, € 40 mensili ingresso libero.
Centro fitness Kinesis, via Stazio 24: Corsi di yoga, € 40 per quattro sedute mensili;
Palestra Primadonna, Circonvallazione Ragusa 49 - € 40,00 mensili, ingresso libero.
Faccio un esempio pratico: se m’iscrivo alla “Wellness”, pago 40 euro al mese invece di 50 euro, se sono iscritto al CUS, presento la fattura presso lo stesso e dopo 30 giorni mi verranno rimborsati 24 euro se sono di 1°fascia (60%) o 16 euro se sono di 2°fascia.
I Giovani dell’Italia dei Valori dell’Università di Teramo esprimono soddisfazione per l’accordo raggiunto dall’Avv. Nicola Aprile e l’ADSU di Teramo, sperando che in futuro l’Ateneo teramano possa dedicare maggiore attenzione (e fondi) per la manutenzione anche straordinaria dell’unico impianto sportivo di proprietà che abbiamo a disposizione: il campo di calcio a 5 di viale Crucioli.

Emanuele Mancinelli
Rappresentante Studenti al CUS

sabato 16 febbraio 2008

l'ACCORDO PD - IDV

PUBBLICO UN ARTICOLO DI MARCO TRAVAGLIO, POSTATO DA ANTONIO DI PIETRO SUL SUO BLOG:


"L’accordo Pd-Di Pietro non piace al Platinette Barbuto, il che significa che è una cosa ottima. Non piace neppure al Cainano, e anche questo dovrebbe essere un buon segno, oltrechè un fatto naturale: la memoria di Mani Pulite è per lui come l’aglio per i vampiri; il fatto che il 4-5% dei voti di cui è accreditato l’ex pm non vada disperso col giochetto porcellesco dei quorum accorcia il distacco tra il Popolo dei prescritti in libertà e il Pd-Idv; in più il taglio - davvero rivoluzionario -­ dei candidati condannati fin dal primo grado renderà ancor più scandalose le candidature berlusconiane e uddiccine di noti pregiudicati e condannati provvisori; e la presenza dell’ex pm renderà un po’ più difficili gli auspicati (dal Cainano) inciuci sulla giustizia, le tv e le «grandi riforme».
Un po’ meno comprensibile è che le nozze tra Uòlter e Tonino dèstino scandalo nel Pd, soprattutto se si usano gli stessi argomenti del Cainano. Notevole, nel suo piccolo, il caso di Peppino Caldarola, che nel giro di un anno è riuscito a passare da dalemiano ad antidalemiano, a uscire dai Ds perché non condivideva il progetto del Pd e poi a rientrare nel Pd perché gli piaceva Veltroni, e ora a minacciare di andarsene perché non gli piace la scelta di Veltroni. «Mi sembra difficile stare nello stesso partito» con Di Pietro, annuncia corrucciato. Motivo: «Che ne sarà della nostra campagna dialogante con Berlusconi, con dipietristi e grillisti che lo chiamano “psiconano”?».
È esattamente quel che dice Berlusconi. Del resto, l’altro giorno, l’inquieto Caldarola aveva scritto un articolo per il Giornale di Berlusconi per chiedere, dopo le elezioni, un bel governo di larghe intese con Forza Italia, proprio mentre Uolter smentiva di aver mai avuto questa intenzione. Ecco, è interessante la posizione di un aspirante candidato del Pd che vuole governare con Berlusconi, Dell’Utri e Cuffaro, ma Di Pietro - pericolosamente incensurato - non vuol neppure vederlo.
Anche Antonio Polito, altro trascinatore di folle, è allarmato. Anche lui lo fa sapere dalle colonne di un giornale di Berlusconi, il Foglio, con cui collabora stabilmente: «Mi dispiace, ma io proprio non riesco a immaginarmi nello stesso gruppo parlamentare di Di Pietro, anche perché da questa alleanza desumo che il Pd si schiererà non solo contro la legge sulle intercettazioni annunciata dal centrodestra, ma anche contro la sua stessa riforma, voluta dal suo governo in questa legislatura». In effetti è un bel guaio, per il Cainano, che il Pd non gli voti la legge che vuol mandare in galera fino a 5 anni chi fa le intercettazioni e multare fino a 2 milioni di euro i giornalisti che le pubblicano. È pure un bel guaio che il Pd prenda le distanze dalla riforma Mastella, che si accontenta di rovinare i giornalisti multandoli fino a 100 mila euro. Secondo Polito, per guadagnare consensi il Pd dovrebbe seguire il programma di Mastella, che tanto entusiasmo ha suscitato in questi due anni nella base ulivista, e che naturalmente ha rovesciato il governo Prodi.
A questo punto resta da capire perché chi vuole fare un governo con Berlusconi o votare le sue leggi, e già collabora con i suoi house organ, non si candidi direttamente con Berlusconi. O magari fondi un nuovo partito, il «Caldalito», o il «Polirola», candidando le ultime vittime delle intercettazioni ­da Fazio a Moggi, dai furbetti del quartierino alla signora Mastella - e adottando lo slogan: «No cimici» o «Liberté Illegalité Impunité» (chiedendolo in prestito a Cetto Laqualunque, che ha già depositato il marchio).
Nemmeno il piccolo Boselli si dà pace: perché Di Pietro sì e lui no. Il fatto che Di Pietro abbia i voti e lui no è, evidentemente, del tutto secondario. Gli elettori: questi sconosciuti. Che lo Sdi abbia appena imbarcato Gianni De Michelis, condannato per corruzione sulle mazzette autostradali in Veneto e per finanziamento illecito nel processo Enimont, è del tutto ininfluente. Anzi, com’è noto, l’elettore medio, tra un De Michelis e un Di Pietro, sceglierebbe a occhi chiusi De Michelis. Anzi, sono anni che gli elettori ulivisti occupano le strade e le piazze per chiedere che fine abbia fatto De Michelis e che cosa si aspetti a riportare in Parlamento e al governo una personcina così perbene. Non ci dormono proprio la notte. Purtroppo resteranno a bocca asciutta anche stavolta. Speriamo nella prossima."

sabato 9 febbraio 2008

L'Aurum c'è! E' successo?

La struttura dell’ex Aurum nasce nel 1910 con il nome di Kursaal e la sua funzione era di edifico adibito alla ricezione turistica per attività ricreative e di balneazione.
Nel 1921 la famiglia Pomilio riutilizzò l’edificio come fabbrica del famoso liquore e, nel 1939, affidò all’architetto Giovanni Michelucci il compito di ampliare lo stabile costruendo il retrostante corpo a pianta di ferro di cavallo. Negli anni ’70 l’edificio viene abbandonato per poi ospitare nel 1990 e nel 1995 due edizioni di Fuori Uso, una manifestazione artistica di respiro internazionale - ancor oggi vivissima - ideata dal gallerista pescarese Cesare Manzo, che intendeva dare vita a una manifestazione che occupasse nuovi spazi nel panorama urbano, recuperando aree ed edifici dismessi e abbandonati e restituendoli alla città come luoghi d’arte.
Oggi, dopo i restauri, lo stabile si sviluppa su tre piani con una terrazza e una grande corte interna e trova nuove funzioni come “fabbrica delle idee”: concesso in uso a soggetti pubblici e privati per iniziative di carattere culturale-ricreativo, promozionale e di rappresentanza. E’ dato in concessione in via preferenziale alle manifestazioni organizzate dall’Amministrazione Comunale e successivamente concesse in uso a terzi dietro pagamento di un canone prestabilito a seconda del tipo di stanza di cui si ha necessità. Inoltre, sulla scia della tendenza a musealizzare ogni luogo teatro di avvenimenti importanti per la città, oltre alle attività ricreative, l’ex aurum è un museo dove vengono periodicamente esposte opere di artisti d’arte moderna e contemporanea.
Nello schema qui sotto sono riportate nello specifico gli spazi a disposizione e le attività rispettivamente destinate:

Spazi Auditorium F.P. Tosti: Primo piano mq. 158,00 convegni, conferenze, incontri culturali, presentazioni di libri, conferenze stampa;sala B. Cascella: Primo piano mq. 106,70 piccole esposizioni, zona di accoglienza e servizio per Sala “F.P. Tosti;sala G. D'Annunzio: Primo piano mq. 765,90 mostre ed esposizioni temporanee;sala F.P Michetti: Primo piano mq. 752,20 mostre ed esposizioni temporanee; Saletta libreria: Primo piano mq.65.54 conferenze, riunioni, Corsi;sala E. Flaiano: Secondo piano mq. 249,00 convegni, conferenze, incontri culturali;sala C. Barbella: Secondo piano mq. 146,00 piccole esposizioni, zona di accoglienza e di servizio per sala “E. Flaiano”: Secondo piano mq. 249,00 convegni, conferenze, incontri culturali;sale Kursaal: Secondo piano mq. 227,20 incontri di rappresentanza e istituzionali, celebrazioni, riunioni;Foresteria: Secondo piano mq. 160,00 accoglienza, alloggiamenti di qualità;Locali piano terra nord: Piano terra mq. 676,31 mostre ed esposizioni temporanee, catering, accoglienza e servizio per Piazzetta “G. Michelucci”;Locali piano terra sud: Piano terra mq. 533,04 mostre ed esposizioni temporanee;Piazzetta “G. Michelucci”(corte interna): Piano terra mq. 900,00 manifestazioni estive, esposizioni, cinema serale, concerti, spettacoli teatrali, sfilate di moda; Locale loggiato: Piano terra mq.62.22 locale di servizio per Piazza “G. Michelucci".

Uno stabile così ampio, potrebbe essere destinato a funzioni più utili e contingenti. Per quale motivo tutti i suoi numerosi ed ampi spazi vengono utilizzati tutti nella medesima maniera?
Potranno i giovani utilizzare qualche spazio per le loro esigenze di formazione culturale o come centro d’aggregazione che sia diverso dalla discoteca o la sala giochi?
Nello schema di cui sopra appare lampante che i metri quadri siano quasi infiniti, distribuiti in ben 12 ambienti su 3 livelli e la loro utilizzazione è assolutamente ripetitiva: esposizioni temporanee, riunioni, catering, manifestazioni estive, sfilate ed alcune sale d’accoglienza. Nulla di concreto per la città e per i suoi giovani.
Possibile che dall’inaugurazione avvenuta il 19 luglio scorso non siano ancora state individuate le ulterioni necessità di cui il cittadino pescarese ha bisogno? Per citarne una: Pescara vanta di essere una città universitaria ma non possiede una adeguata ed efficiente biblioteca. Quelle esistenti attualmente sono due: la Biblioteca Provinciale situata negli edifici della Provincia ed è composta da due sole aule di lettura e una mini aula contenente pochi computer; la biblioteca del Centro Servizi Culturali di Pescara Centrale situata in Piazza Salotto che offre più spazi di lettura ma possiede un ristretto numero di libri consultabili. Non sarebbe male poter godere di una grande e polifunzionale biblioteca, facilmente raggiungibile dalla zona dell’Università, lontana dal caos metropolitano e magari gestita da giovani volenterosi desiderosi di migliorare il servizio pubblico e di dare una nuova immagine giovanile alla cultura pescarese.

PS - Se qualcuno vuole esporre le sue idee può farlo mandando 1 e-mail alla mia casella di posta scritta qui sotto.

Daniele Zanca
Responsabile Cultura - GIV Abruzzo
zdaniele81@libero.it