Carissimi Amici,
vi comunico che la Circoscrizione Castellamare sta predisponendo per i mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre una serie di attività culturali, sociali e sportive, cui tutti i cittadini residenti nel nostro Quartiere possono partecipare a titolo del tutto gratuito.
Trattasi nello specifico di attività di vario genere (corsi di ballo, corsi di yoga, corsi di teatro, corsi di informatica, corsi di aerobica e difesa personale per donne, spettacoli, concerti ed eventi ricreativi, corsi formativi, etc.) rivolte a uomini, donne, bambini ed anziani residenti nella Circoscrizione Castellamare e il cui numero di partecipanti è limitato, pur variando a seconda del tipo di attività.
Per questo motivo, vi esorto a recarvi il più presto possibile presso la sede della Circoscrizione, sita in Viale Bovio 466, per avere informazioni maggiormente dettagliate a riguardo e per provvedere all’eventuale iscrizione.
Inoltre, vi comunico che, nell’ambito delle attività culturali, la Circoscrizione sta organizzando tre gite, anch’esse completamente gratuite per i residenti nel nostro Quartiere, con i seguenti itinerari:
1) GRADARA – SAN MARINO - 28 SETTEMBRE 2008
2) MIRABILANDIA - 5 OTTOBRE 2008
3) PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO - 12 OTTOBRE 2008
Anche l’iscrizione a tali gite dovrà essere effettuata presso la sede della Circoscrizione e dovrà avvenire nella settimana antecedente alla data prevista per la partenza.
Colgo l’occasione per rendervi noto che nell’ultimo Consiglio si è deciso di indire due Assemblee Pubbliche, a cui tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
La prima si svolgerà il 30 Settembre presso l’Auditorium Castellamare, a partire, dalle ore 18:30 per esaminare insieme ai cittadini l’Accordo di programma proposto per via Gioberti, alla presenza di tutto il Consiglio di Quartiere, del Sindaco Luciano D’Alfonso e di vari tecnici e consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione.
La seconda si terrà il 14 Ottobre, sempre a partire dalle ore 18:30, nel rione Zanni e, precisamente, presso la sala riunioni della Parrocchia “Gesù Bambino” e avrà la specifica finalità di discutere delle problematiche della zona e di raccogliere le doglianze dei cittadini, alla presenza degli Amministratori locali.
Vi invito, infine, a contattarmi personalmente presso il mio indirizzo di posta elettronica (lea.delgreco@tin.it)per segnalare ulteriori esigenze e necessità o presentare proposte e suggerimenti, affinchè io possa adempiere al mio mandato di Consigliere Circoscrizionale nella maniera più partecipata ed efficace possibile.
Lea Del Greco
Consigliere Italia dei Valori
Circoscrizione Castellamare
"Credo che il futuro non sia altro che il frutto del lavoro nel presente tenendo memoria del passato."
lunedì 22 settembre 2008
giovedì 18 settembre 2008
PER NON DIMENTICARE...
L'EPILOGO DELLO SCANDALO FIRA. SI CHIUDONO LE INDAGINI. SPERO L'ABRUZZO NON DIMENTICHI CHE LA LEGALITA' E' SEMPRE CONVENIENZA PER I CITTADINI...FIDIAMOCI DELLE PERSONE GIUSTE, DIAMO UNA REALE POSSIBILITA' A DEI NORMALI E SPERANZOSI RAGAZZI!
L'ARTICOLO E' DI PRIMADANOI.IT, CHE HA SEGUITO LA VICENDA IN MODO SCRUPOLOSO.
PESCARA. Il 27 ottobre del 2006 con l'arresto di 11 persone scoppiò lo scandalo Fira. A meno di due anni la Procura di Pescara, con la firma dell'avviso di conclusione delle indagini, ha chiuso l'inchiesta sulla Finanziaria Regionale ed sulla gestione dei finanziamenti pubblici erogati nel periodo 2002-2004.
Le indagini sono state coordinate dal Sostituto Procuratore, Filippo Guerra, che ha lasciato da qualche giorno la Procura di Pescara per quella di Gela (Caltanissetta), in cui resterà per sei mesi, rimanendo a tutti gli effetti magistrato a Pescara.
Le parti adesso possono presentare memorie difensive, poi toccherà al pm chiedere il rinvio a giudizio degli indagati.
Tra gli arrestati eccellenti l'ex presidente della Finanziaria Regionale, Giancarlo Masciarelli, nuovamente arrestato il 14 luglio 2008 nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti nella sanità abruzzese.
Al centro dell’inchiesta Fira, Masciarelli sarebbe stato la mente dei molteplici illeciti emersi dalle indagini scaturite da un’altra indagine:quella sul raggiro presunto dei vecchi soci del pastificio Delverde.
A conti fatti Masciarelli sarà impegnatissimo nei prossimi mesi e di casa nei tribunali di Vasto, Pescara e Chieti dove si apriranno i diversi processi che lo vedono accusato.
Secondo quanto ipotizzato nelle indagini Fira, Masciarelli sarebbe stato a capo di un'organizzazione che avrebbe trasformato la Finanziaria regionale in una sorta di azienda privata, come fu messo in evidenza, subito dopo gli arresti, dal Procuratore della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi.
Nell'ambito della stessa inchiesta furono indagate una cinquantina circa di persone e denunciate 34. Diversi i reati contestati:associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso, malversazione di contributi pubblici, corruzione.
Insieme Masciarelli, furono arrestati vari imprenditori e dirigenti della Fira Abruzzo.
E, dunque, Paolo De Michele, considerato il braccio destro di Masciarelli; l'imprenditore di Altino (Chieti), Marco Picciotti; Silvio Cirone; Carolina D'Antuono; Giovanni Cirulli; Ivan Marinelli; Pietro D'Arcangelo; Barbara Picciotti; l'ex vice presidente della Fira, Vincenzo Trozzi; Domenico Grossi.
A causa di quell'inchiesta anche il mondo dell'informazione locale venne colpita e l'allora direttore del Centro Antonio Del Giudice rimosso dal suo incarico, ufficialmente per andare in pensione ma plausibilmente a causa di alcune intercettazioni durante le quali concordava il taglio di alcuni articoli con Masciarelli.
In totale, secondo gli inquirenti, la realizzazione dell'«ingegnoso disegno criminoso avrebbe fruttato al gruppo un indebito vantaggio patrimoniale stimato in oltre 16 milioni di euro». Durante le indagini sulla Fira ha preso il via anche l'inchiesta sulla cartolarizzazione dei debiti della sanità, il cui proseguo ha portato agli arresti dello scorso luglio.
Non sono mancati colpi di scena e giorni difficili dal momento dell'arresto, come l'episodio della cella tre Masciarelli, Picciotti, Cantagallo mai chiarito fino in fondo o le ingenti quantità di denaro sequestrate dai finanzieri.
In quei giorni l'allora presidente Ottaviano Del Turco richiamò tutti al delicato tema della «questione morale», disse che la Fira sarebbe stata sciolta e assicurava che sulle cartolarizzazioni era tutto in regola.
Nel corso dei mesi sono state sequestrate 16 automezzi in uso agli indagati, tra i quali una "Ferrari 360 Modena", una elegante imbarcazione Lupo (quella che doveva servire per risalire il fiume Danubio), proprietà terriere, palazzi nobiliari e quanto si trovava presso le sedi delle società e nelle abitazioni.
Quello dello scandalo Fira sarà ricordato nella storia della regione come il primo grande scandalo del nuovo secolo emerso quando ancora non si poteva immaginare il terremoto sulla sanità.
18/09/2008 16.33
L'ARTICOLO E' DI PRIMADANOI.IT, CHE HA SEGUITO LA VICENDA IN MODO SCRUPOLOSO.
PESCARA. Il 27 ottobre del 2006 con l'arresto di 11 persone scoppiò lo scandalo Fira. A meno di due anni la Procura di Pescara, con la firma dell'avviso di conclusione delle indagini, ha chiuso l'inchiesta sulla Finanziaria Regionale ed sulla gestione dei finanziamenti pubblici erogati nel periodo 2002-2004.
Le indagini sono state coordinate dal Sostituto Procuratore, Filippo Guerra, che ha lasciato da qualche giorno la Procura di Pescara per quella di Gela (Caltanissetta), in cui resterà per sei mesi, rimanendo a tutti gli effetti magistrato a Pescara.
Le parti adesso possono presentare memorie difensive, poi toccherà al pm chiedere il rinvio a giudizio degli indagati.
Tra gli arrestati eccellenti l'ex presidente della Finanziaria Regionale, Giancarlo Masciarelli, nuovamente arrestato il 14 luglio 2008 nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti nella sanità abruzzese.
Al centro dell’inchiesta Fira, Masciarelli sarebbe stato la mente dei molteplici illeciti emersi dalle indagini scaturite da un’altra indagine:quella sul raggiro presunto dei vecchi soci del pastificio Delverde.
A conti fatti Masciarelli sarà impegnatissimo nei prossimi mesi e di casa nei tribunali di Vasto, Pescara e Chieti dove si apriranno i diversi processi che lo vedono accusato.
Secondo quanto ipotizzato nelle indagini Fira, Masciarelli sarebbe stato a capo di un'organizzazione che avrebbe trasformato la Finanziaria regionale in una sorta di azienda privata, come fu messo in evidenza, subito dopo gli arresti, dal Procuratore della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi.
Nell'ambito della stessa inchiesta furono indagate una cinquantina circa di persone e denunciate 34. Diversi i reati contestati:associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso, malversazione di contributi pubblici, corruzione.
Insieme Masciarelli, furono arrestati vari imprenditori e dirigenti della Fira Abruzzo.
E, dunque, Paolo De Michele, considerato il braccio destro di Masciarelli; l'imprenditore di Altino (Chieti), Marco Picciotti; Silvio Cirone; Carolina D'Antuono; Giovanni Cirulli; Ivan Marinelli; Pietro D'Arcangelo; Barbara Picciotti; l'ex vice presidente della Fira, Vincenzo Trozzi; Domenico Grossi.
A causa di quell'inchiesta anche il mondo dell'informazione locale venne colpita e l'allora direttore del Centro Antonio Del Giudice rimosso dal suo incarico, ufficialmente per andare in pensione ma plausibilmente a causa di alcune intercettazioni durante le quali concordava il taglio di alcuni articoli con Masciarelli.
In totale, secondo gli inquirenti, la realizzazione dell'«ingegnoso disegno criminoso avrebbe fruttato al gruppo un indebito vantaggio patrimoniale stimato in oltre 16 milioni di euro». Durante le indagini sulla Fira ha preso il via anche l'inchiesta sulla cartolarizzazione dei debiti della sanità, il cui proseguo ha portato agli arresti dello scorso luglio.
Non sono mancati colpi di scena e giorni difficili dal momento dell'arresto, come l'episodio della cella tre Masciarelli, Picciotti, Cantagallo mai chiarito fino in fondo o le ingenti quantità di denaro sequestrate dai finanzieri.
In quei giorni l'allora presidente Ottaviano Del Turco richiamò tutti al delicato tema della «questione morale», disse che la Fira sarebbe stata sciolta e assicurava che sulle cartolarizzazioni era tutto in regola.
Nel corso dei mesi sono state sequestrate 16 automezzi in uso agli indagati, tra i quali una "Ferrari 360 Modena", una elegante imbarcazione Lupo (quella che doveva servire per risalire il fiume Danubio), proprietà terriere, palazzi nobiliari e quanto si trovava presso le sedi delle società e nelle abitazioni.
Quello dello scandalo Fira sarà ricordato nella storia della regione come il primo grande scandalo del nuovo secolo emerso quando ancora non si poteva immaginare il terremoto sulla sanità.
18/09/2008 16.33
lunedì 8 settembre 2008
IL SIGNIFICATO DELLA DEMOCRAZIA
PUBBLICO UN TESTO SCRITTO DAL DOTT. ROCCO PERSICO, VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PESCARA E RESPONSABILE COMUNALE DEL PARTITO.
Ognuno di noi fa i conti con i propri ideali ,la propria storia, la propria cultura.I fatti parlano.Sappiamo distinguere chi pensa al proprio orticello e chi al bene comune.
Da parte mia chiedo a voi giovani di non desistere!
Vi invito a una breve riflessione.
Qual è il reale significato della democrazia.
Oggi,ciò che è il potere, l'autorità repubblicana o democratica – il potere del popolo, che non è il popolo che intendevano gli ateniesi o l'antica repubblica romana** - non è nelle mani di un dio, di una fede dogmatica, di un diritto di natura, di una conseguenza di intrinseca onestà nei rapporti tra le cose, bensì è sempre sottostante al potere del numero, dell'ondata dell' opinione del momento, di quella massa che sembra prevalere attraverso le fonti di comunicazione. Dipende anche da come vengono influenzati i mass media. Questi ultimi da soli non hanno tale potere, ma basta una sentenza, una corrente economica di fondo, e il colpo è fatto.
Un altro concetto della democrazia che va compreso a fondo –perché è tecnico, reale- è il seguente. "Democrazia" è anche la congiuntura dove un numero, posizionato su regole del gioco, può prevalere sulla maggioranza di fatto; ciò significa che la minoranza può accedere al potere perché posizionata in modo privilegiato sulle regole del gioco, anche se poi di fatto non è il reale quantitativo di maggioranza. Per cui c'è chi arriva con la maggioranza relativa dei voti, anche se certamente non è il rappresentante più forte; però al gioco risulta quello riuscito;per intrinseca legge del gioco, dello schema approvato precedentemente da tutti i partititi di quella democrazia o, ugualmente, dai componenti di quel partito, merita il potere. Nella consapevolezza del maggior "numero", bisogna sottostare per gioco e convenzione democratica a quel numero che si è posizionato in modo più conforme alle regole.
Nella democrazia sono sempre a rischio i migliori (misurabili dai risultati evidenziati). Di conseguenza, i criteri di bene o male, giusto o ingiusto, bello o brutto (si pensi all'arte, alla musica, alla moda), funzionale o disfunzionale, economico o non economico, etc., sono determinati dal consenso governante variabile ; per cui ,nella pratica, l'uomo sottostà ad un volontarismo occasionale di quella democrazia che prevale o per sistema, o per maggioranza di fatto.
Ne consegue che, per un operatore sociale, per un autentico contribuente di valore, è inutile perdere tempo, stare a discutere, a giustificarsi : bisogna saper anticipare , prevedere, usando la prudenza del cobra.
Se un uomo è il più giusto, il più vero, proprio per questo deve avere un'attenzione in più per sopravvivere nella norma dei diritti di tutti; oppure, se vuole fare un passo di qualità superiore, si deve prima quintessenziare(deve avere quelle congiunture, infrastrutture, trasversalità che gli garantiscono di fatto la reggenza del progetto, l'opportunità del risultato). Bisogna considerare quanti soldatini, quanti appoggi si hanno in concreto, e non quanto si ha ragione, quanto si è belle o veri.
Tutte le leggi e la giustizia sono, di fatto, in mano agli elettori. Questi ultimi, tra l'altro, non sanno che il Consiglio rappresentativo degli eletti "fa le corde", ovvero legifera,modifica le regole, e che queste regole e leggi , come stiamo osservando, le fa secondo convenienza di parte, di una fascia di interessi che sono sempre economici o di rivalsa per invidia. Il modulo delle leggi, quindi anche se esse partono da persone bisognose o da fragranti disgrazie, è sempre una convenienza di parte che viene formalizzata secondo un aggiornamento di due criteri: 1) il potere logistico economico e 2) la sopravvivenza dominante dei propri stereotipi coscienti ed inconsci.
Al proposito credo che il momento delle elezioni sia il più drammatico, di più alta punta della coscienza di una società, perché è lì il punto in cui si può giocare qualcosa; dopo, è tutto fatto.
E quello che è fatto e si farà è basato sul volontarismo del momento. Quindi l'ignoranza è ammessa e garantita, e ha diritto maggioritario, in quanto sostenuta da individui con opinioni indimostrate. Di conseguenza è inutile fare dibattiti su principi razionali.
Alla luce di questa riflessione e dopo aver ascoltato gli isterici interventi, a parte l'appassionata Lea, della sera dedicata alle donne, ho deciso di riprendere la mia leadership troppo offuscata, invitando chi di voi, giovani liberi e donne libere a intraprendere un cammino comune di vera svolta nel nostro vivere quotidiano.
Acquisisce rilevanza essenziale la scelta della persona candidata e della persona eletta.
Con vera stima e affetto Rocco Persico
Ognuno di noi fa i conti con i propri ideali ,la propria storia, la propria cultura.I fatti parlano.Sappiamo distinguere chi pensa al proprio orticello e chi al bene comune.
Da parte mia chiedo a voi giovani di non desistere!
Vi invito a una breve riflessione.
Qual è il reale significato della democrazia.
Oggi,ciò che è il potere, l'autorità repubblicana o democratica – il potere del popolo, che non è il popolo che intendevano gli ateniesi o l'antica repubblica romana** - non è nelle mani di un dio, di una fede dogmatica, di un diritto di natura, di una conseguenza di intrinseca onestà nei rapporti tra le cose, bensì è sempre sottostante al potere del numero, dell'ondata dell' opinione del momento, di quella massa che sembra prevalere attraverso le fonti di comunicazione. Dipende anche da come vengono influenzati i mass media. Questi ultimi da soli non hanno tale potere, ma basta una sentenza, una corrente economica di fondo, e il colpo è fatto.
Un altro concetto della democrazia che va compreso a fondo –perché è tecnico, reale- è il seguente. "Democrazia" è anche la congiuntura dove un numero, posizionato su regole del gioco, può prevalere sulla maggioranza di fatto; ciò significa che la minoranza può accedere al potere perché posizionata in modo privilegiato sulle regole del gioco, anche se poi di fatto non è il reale quantitativo di maggioranza. Per cui c'è chi arriva con la maggioranza relativa dei voti, anche se certamente non è il rappresentante più forte; però al gioco risulta quello riuscito;per intrinseca legge del gioco, dello schema approvato precedentemente da tutti i partititi di quella democrazia o, ugualmente, dai componenti di quel partito, merita il potere. Nella consapevolezza del maggior "numero", bisogna sottostare per gioco e convenzione democratica a quel numero che si è posizionato in modo più conforme alle regole.
Nella democrazia sono sempre a rischio i migliori (misurabili dai risultati evidenziati). Di conseguenza, i criteri di bene o male, giusto o ingiusto, bello o brutto (si pensi all'arte, alla musica, alla moda), funzionale o disfunzionale, economico o non economico, etc., sono determinati dal consenso governante variabile ; per cui ,nella pratica, l'uomo sottostà ad un volontarismo occasionale di quella democrazia che prevale o per sistema, o per maggioranza di fatto.
Ne consegue che, per un operatore sociale, per un autentico contribuente di valore, è inutile perdere tempo, stare a discutere, a giustificarsi : bisogna saper anticipare , prevedere, usando la prudenza del cobra.
Se un uomo è il più giusto, il più vero, proprio per questo deve avere un'attenzione in più per sopravvivere nella norma dei diritti di tutti; oppure, se vuole fare un passo di qualità superiore, si deve prima quintessenziare(deve avere quelle congiunture, infrastrutture, trasversalità che gli garantiscono di fatto la reggenza del progetto, l'opportunità del risultato). Bisogna considerare quanti soldatini, quanti appoggi si hanno in concreto, e non quanto si ha ragione, quanto si è belle o veri.
Tutte le leggi e la giustizia sono, di fatto, in mano agli elettori. Questi ultimi, tra l'altro, non sanno che il Consiglio rappresentativo degli eletti "fa le corde", ovvero legifera,modifica le regole, e che queste regole e leggi , come stiamo osservando, le fa secondo convenienza di parte, di una fascia di interessi che sono sempre economici o di rivalsa per invidia. Il modulo delle leggi, quindi anche se esse partono da persone bisognose o da fragranti disgrazie, è sempre una convenienza di parte che viene formalizzata secondo un aggiornamento di due criteri: 1) il potere logistico economico e 2) la sopravvivenza dominante dei propri stereotipi coscienti ed inconsci.
Al proposito credo che il momento delle elezioni sia il più drammatico, di più alta punta della coscienza di una società, perché è lì il punto in cui si può giocare qualcosa; dopo, è tutto fatto.
E quello che è fatto e si farà è basato sul volontarismo del momento. Quindi l'ignoranza è ammessa e garantita, e ha diritto maggioritario, in quanto sostenuta da individui con opinioni indimostrate. Di conseguenza è inutile fare dibattiti su principi razionali.
Alla luce di questa riflessione e dopo aver ascoltato gli isterici interventi, a parte l'appassionata Lea, della sera dedicata alle donne, ho deciso di riprendere la mia leadership troppo offuscata, invitando chi di voi, giovani liberi e donne libere a intraprendere un cammino comune di vera svolta nel nostro vivere quotidiano.
Acquisisce rilevanza essenziale la scelta della persona candidata e della persona eletta.
Con vera stima e affetto Rocco Persico
venerdì 5 settembre 2008
SCUOLA: ASSESSORE REGIONALE ESTREMISTA
CLICCANDO SUL TITOLO POTRETE VISUALIZZARE LA NOTIZIA SU LIBERO.
Scuola: Veneto, religione per tutti
Proposta dell'assessore all'Istruzione
(ANSA) - VENEZIA, 5 SET - L'assessore veneto all'istruzione sta lavorando a un ddl regionale per l'insegnamento obbligatorio della religione cattolica. Secondo l'assessore Elena Donazzan (An), la religione non dovrebbe piu' essere facoltativa in Veneto, ma per tutti gli alunni, italiani e stranieri, nel programma di studio. Per la dirigente scolastica del Veneto Carmela Palumbo non esiste allo stato possibilita' che una Regione inserisca nei programmi di studio l'insegnamento obbligatorio della religione.
Cari lettori,
riporto questa notizia con ansia e disperazione.
Non ritengo possibile che, nel 2008, ci possano essere degli amministratori pubblici con vena da "estremista religioso".
Ricordo all'assessore della Regione Veneto Donazzan che, nella nostra Costituzione, il c.d. "principio di tolleranza" è insito negli articoli 7 ed 8 della Carta.
L'articolo 7 recita infatti: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Mentre l'ancor più eloquente articolo 8 sancisce in maniera indefettibile la parità di tutti i credi religiosi davanti la legge, ecco il testo: Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
Caro assessore,
tra i compiti dei pubblici amministratori c'è anche quello di difendere i valori della Costituzione Repubblicana.
Siamo uno Stato democratico-pluralista, giusto.....?
Emanuele Mancinelli
Scuola: Veneto, religione per tutti
Proposta dell'assessore all'Istruzione
(ANSA) - VENEZIA, 5 SET - L'assessore veneto all'istruzione sta lavorando a un ddl regionale per l'insegnamento obbligatorio della religione cattolica. Secondo l'assessore Elena Donazzan (An), la religione non dovrebbe piu' essere facoltativa in Veneto, ma per tutti gli alunni, italiani e stranieri, nel programma di studio. Per la dirigente scolastica del Veneto Carmela Palumbo non esiste allo stato possibilita' che una Regione inserisca nei programmi di studio l'insegnamento obbligatorio della religione.
Cari lettori,
riporto questa notizia con ansia e disperazione.
Non ritengo possibile che, nel 2008, ci possano essere degli amministratori pubblici con vena da "estremista religioso".
Ricordo all'assessore della Regione Veneto Donazzan che, nella nostra Costituzione, il c.d. "principio di tolleranza" è insito negli articoli 7 ed 8 della Carta.
L'articolo 7 recita infatti: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Mentre l'ancor più eloquente articolo 8 sancisce in maniera indefettibile la parità di tutti i credi religiosi davanti la legge, ecco il testo: Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
Caro assessore,
tra i compiti dei pubblici amministratori c'è anche quello di difendere i valori della Costituzione Repubblicana.
Siamo uno Stato democratico-pluralista, giusto.....?
Emanuele Mancinelli
domenica 31 agosto 2008
PENSIERI CONFUSI...
Ci sono giorni che scorrono via leggeri e ci fan sentire come l'aria;
nessun evento e nessun individuo ci offrono spunto di riflessione.
Tutto sembra bello, anche il negativo si smorza; tutto è superabile, recuperabile.
Ci sono giorni faticosi, da sudare;
ci fan sentire pesanti come sassi che, staccandosi dalla scogliera, precipitano in mare;
la supercificie si fa sempre più lontana, la luce scompare.
Tutto è torbido, la paura e lo sconforto s'impadroniscono della ragione.
Ci sono giorni in cui si osserva, non v'è distrazione;
attimi di necessaria sensibilità, di ascolto, di riflessione, di percezione.
Le nostre anime ci donano delle chiavi, necessari strumenti, per aprire gli scrigni, custodi dei nostri sentimenti.
nessun evento e nessun individuo ci offrono spunto di riflessione.
Tutto sembra bello, anche il negativo si smorza; tutto è superabile, recuperabile.
Ci sono giorni faticosi, da sudare;
ci fan sentire pesanti come sassi che, staccandosi dalla scogliera, precipitano in mare;
la supercificie si fa sempre più lontana, la luce scompare.
Tutto è torbido, la paura e lo sconforto s'impadroniscono della ragione.
Ci sono giorni in cui si osserva, non v'è distrazione;
attimi di necessaria sensibilità, di ascolto, di riflessione, di percezione.
Le nostre anime ci donano delle chiavi, necessari strumenti, per aprire gli scrigni, custodi dei nostri sentimenti.
mercoledì 27 agosto 2008
UOMINI...FACCIAMOCI UNA RISATA !
PER UNA VOLTA SCRIVO UNA COSA DA RIDERE...MI E' PIACIUTA TROPPO QUESTA!
Non ho mai capito perchè le necessità sessuali degli uomini e delle donne
sono così differenti fra loro...
Non ho mai capito tutte quelle idiozie che le donne provengono da Venere e
gli uomini da Marte.
E non ho mai capito perchè gli uomini pensano con la testa mentre le donne
con il cuore.
....Una notte mia moglie ed io siamo andati a letto.
Abbiamo cominciato ad accarezzarci,massaggiarci,bacini etc, etc.....
...La questione è che io ero già pronto, ma proprio in quel momento lei mi
dice: 'Adesso non ne ho voglia, amore mio. Voglio solo che mi abbracci'
Ed io esclamo: 'CHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE???????????????'
Al che mi dice le parole magiche di tutte le donne:
'Non sai connetterti con le mie necessità emotive di donna'.
Che cazzate...Il punto finale è che quella sera non ci sarebbe stata nessuna
lotta.
Ho messo a posto gli oli afrodisiaci, ho spento le candele, ho tolto il
disco di Baglioni (in quei momenti funziona quasi sempre) ho spento lo
stereo ed ho rimesso in frigo lo champagne.
Sono andato a farmi una doccia fredda per vedere se potevo calmare 'la
bestia' e mi sono messo a guardare Discovery Channel a tutto volume per non
fare dormire la figlia di mia suocera...Dopo un pò mi sono addormentato.
...
Il giorno dopo siamo andati al centro commerciale e mi sono messo a guardare
orologi mentre lei si provava tre modelli carissimi di Armani.
Come tutte le donne non sapeva decidersi, così le ho detto di prenderli
tutti e tre.
A questo punto mi ha detto che le sarebbero servite delle scarpe nuove da
mettere con i nuovi vestiti...350 euro al paio...Le ho detto che andava bene.
Di lì siamo andati nella sezione casual dalla quale ha preso un piumino ed
una borsa di Louis Vuitton.
Era così emozionata!
Credo pensasse che fossi diventato pazzo, ma ad ogni modo le ha prese lo
stesso. Mi ha messo, quindi, alla prova chiedendomi un gonnelino corto da
tennis.
Non sa neanche correre, figuriamoci giocare a Tennis. E' rimasta shockata
quando le ho detto di comprare tutto ciò che voleva.
Era così eccitata sessualmente dopo tutto questo, ed ha cominciato a
chiamarmi con tutti i nomignoli più affettuosi e stupidi che le donne usano.
'Cucciolone mio'
'Topolino amoroso' e così via.
Siamo andati alla cassa a pagare.
E' stato qui che, essendoci solo una persona prima di noi, le ho detto:'No
amore mio, credo che in questo momento non ho voglia di comprare tutto
questo'...
Se aveste potuto vederle la faccia, diventò pallida quando le ho detto:
'Voglio solo che mi abbracci'.
Sembrò quasi che stesse per svenire, le si è paralizzata la parte sinistra
del corpo, le è venuto un tic nervoso all'occhio.
A questo punto le ho detto: 'Non sai connetterti con le mie necessità
finanziarie di uomo' !?!
Mandalo agli uomini perchè si facciano una risata.
Mandalo alle donne perchè capiscano cosa si prova.
Non ho mai capito perchè le necessità sessuali degli uomini e delle donne
sono così differenti fra loro...
Non ho mai capito tutte quelle idiozie che le donne provengono da Venere e
gli uomini da Marte.
E non ho mai capito perchè gli uomini pensano con la testa mentre le donne
con il cuore.
....Una notte mia moglie ed io siamo andati a letto.
Abbiamo cominciato ad accarezzarci,massaggiarci,bacini etc, etc.....
...La questione è che io ero già pronto, ma proprio in quel momento lei mi
dice: 'Adesso non ne ho voglia, amore mio. Voglio solo che mi abbracci'
Ed io esclamo: 'CHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE???????????????'
Al che mi dice le parole magiche di tutte le donne:
'Non sai connetterti con le mie necessità emotive di donna'.
Che cazzate...Il punto finale è che quella sera non ci sarebbe stata nessuna
lotta.
Ho messo a posto gli oli afrodisiaci, ho spento le candele, ho tolto il
disco di Baglioni (in quei momenti funziona quasi sempre) ho spento lo
stereo ed ho rimesso in frigo lo champagne.
Sono andato a farmi una doccia fredda per vedere se potevo calmare 'la
bestia' e mi sono messo a guardare Discovery Channel a tutto volume per non
fare dormire la figlia di mia suocera...Dopo un pò mi sono addormentato.
...
Il giorno dopo siamo andati al centro commerciale e mi sono messo a guardare
orologi mentre lei si provava tre modelli carissimi di Armani.
Come tutte le donne non sapeva decidersi, così le ho detto di prenderli
tutti e tre.
A questo punto mi ha detto che le sarebbero servite delle scarpe nuove da
mettere con i nuovi vestiti...350 euro al paio...Le ho detto che andava bene.
Di lì siamo andati nella sezione casual dalla quale ha preso un piumino ed
una borsa di Louis Vuitton.
Era così emozionata!
Credo pensasse che fossi diventato pazzo, ma ad ogni modo le ha prese lo
stesso. Mi ha messo, quindi, alla prova chiedendomi un gonnelino corto da
tennis.
Non sa neanche correre, figuriamoci giocare a Tennis. E' rimasta shockata
quando le ho detto di comprare tutto ciò che voleva.
Era così eccitata sessualmente dopo tutto questo, ed ha cominciato a
chiamarmi con tutti i nomignoli più affettuosi e stupidi che le donne usano.
'Cucciolone mio'
'Topolino amoroso' e così via.
Siamo andati alla cassa a pagare.
E' stato qui che, essendoci solo una persona prima di noi, le ho detto:'No
amore mio, credo che in questo momento non ho voglia di comprare tutto
questo'...
Se aveste potuto vederle la faccia, diventò pallida quando le ho detto:
'Voglio solo che mi abbracci'.
Sembrò quasi che stesse per svenire, le si è paralizzata la parte sinistra
del corpo, le è venuto un tic nervoso all'occhio.
A questo punto le ho detto: 'Non sai connetterti con le mie necessità
finanziarie di uomo' !?!
Mandalo agli uomini perchè si facciano una risata.
Mandalo alle donne perchè capiscano cosa si prova.
martedì 26 agosto 2008
SONDAGGI
TI PREGO DI ESPRIMERE UN OPINIONE ATTRAVERSO I DUE SONDAGGI, ESPOSTI SULLA BARRA DESTRA DEL BLOG.
IL PRIMO E' SUL MIO OPERATO. (una sola risposta - scadenza 20 settembre)
IL SECONDO SARA' UTILE A NOI TUTTI PER VALUTARE LE NUOVE STRATEGIE DEI GIOVANI. (più risposte - scadenza 30 novembre)
Emanuele
IL PRIMO E' SUL MIO OPERATO. (una sola risposta - scadenza 20 settembre)
IL SECONDO SARA' UTILE A NOI TUTTI PER VALUTARE LE NUOVE STRATEGIE DEI GIOVANI. (più risposte - scadenza 30 novembre)
Emanuele
NUOVO DIRETTIVO PROVINCIALE GIOVANI
CLICCANDO SUL VIDEO POTRETE RIVEDERE LA MIA INTERVISTA A CARLO COSTANTINI SUL CASO DE MAGISTRIS...RISALENTE A NOVEMBRE.
Cari lettori,
il GIV non esiste più, ora siamo un dipartimento del partito.
Il Dipartimento Politiche giovanili dell'IDV.
Ieri, lunedi 25 Agosto, alla presenza del Coordinatore Regionale IDV (Sen. Alfonso Mascitelli), del Coordinatore Regionale Dip. Pol. Giovanili (Imperi Antonio)e dell'On. Carlo Costantini, presso la sede regionale IDV di Pescara sono stati proclamati i nuovi responsabili per la provincia di Pescara: Francesco Rulli (Coordinatore Provinciale Dip. Pol. Giovanili) e Lea Del Greco (Coordinatore Comunale Dip. Pol. Giovanili).
Come Referente Provinciale uscente auguro loro buon lavoro, sicuro dell'impegno e delle forze che impiegheranno per portare alto il nome dei Giovani IDV.
Felice di lasciare il mio posto a persone valide e volenterose, ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e sostenuto in questo entusiasmante anno "politico".
La soddisfazione più grande dell'esser partito solo o quasi è il ritrovarsi con tanti ragazzi in grado di sostituirmi. In un periodo storico, d'imperante gerontocrazia io, venticinquenne, lascio la mia "poltrona" ad un altro giovane, volontariamente, riconoscendone le capacità.
Vale la pena ricordare le molte iniziative alla quale abbiamo preso parte:
le collaborazioni organizzative con il partito;
i miei comunicati stampa e l'attività di rappresentante degli studenti a Teramo;
il periodico "Espressione Libre", letto in tutte le Università Abruzzesi, destinatario di numerose manifestazioni di stima da parte di parecchi studenti universitari;
il nostro ruolo di PROMOTORI a livello nazionale del SINDACATO STUDENTESCO (che speriamo si costituirà presto);
l'elezione di 2 Consiglieri Circoscrizionali (Lea Del Greco e Marco Fonzo) e la loro attività che già nei primi mesi si è fatta apprezzare negli ambienti istituzionali e di cui presto saranno punto di riferimento;
senza dimenticare tutti coloro che hanno messo la loro faccia alle scorse elezioni comunali e circoscrizionali, contribuendo al successo della nostra lista, giovani che con spirito di sacrificio NON SI SONO TIRATI INDIETRO, nonostante la forzata (e non amata) alleanza con il PD ed il Sindaco Luciano D'Alfonso;
la partecipazione di 4 elementi al V-Day dell'8 Settembre 2007: "parlamento pulito";
la partecipazione di 3 elementi alla scuola di Formazione Politica di Acquasparta del 14 - 15 - 16 Settembre 2007;
la promozione della petizione pro Forleo - De Magistris del Novembre 2007
la partecipazione di 15 elementi al V-Day 2 "libera informazione" del 25 Aprile 2008;
la partecipazione di 13 elementi (20 richieste di cui 7 scartate per mancanza di posti disponibili) al 1° Forum dei Giovani dell'IDV, realizzato a Bellaria del 12 e 13 luglio 2008;
Siamo partiti in 5: io, Daniele, Arian, Lea, Lorenzo....ora siamo più di 40 e sempre in continua crescita, questo è stato possibile grazie ad un gruppo dirigente che mi ha affiancato nel corso dei mesi e che si è imposto tale, per le loro naturali capacità personali.
Segnalo a tal proposito quelli che sono i giovani di riferimento della provincia di Pescara: Mancinelli Emanuele, Del Greco Lea, De Filippis Lorenzo, Fonzo Marco, Aceto Luca, Taresco Enrica, Rulli Francesco, Mancini Antonio.
SPERIAMO DI AVERE LA FIDUCIA E LA SIMPATIA, ANCHE DA PARTE DEI NOSTRI DIRIGENTI DI PARTITO CHE, SONO SICURO, CI DARANNO SEMPRE MAGGIORE SPAZIO E CONSIDERAZIONE.
Emanuele Mancinelli
Referente Provinciale GIV Pescara - uscente
Cari lettori,
il GIV non esiste più, ora siamo un dipartimento del partito.
Il Dipartimento Politiche giovanili dell'IDV.
Ieri, lunedi 25 Agosto, alla presenza del Coordinatore Regionale IDV (Sen. Alfonso Mascitelli), del Coordinatore Regionale Dip. Pol. Giovanili (Imperi Antonio)e dell'On. Carlo Costantini, presso la sede regionale IDV di Pescara sono stati proclamati i nuovi responsabili per la provincia di Pescara: Francesco Rulli (Coordinatore Provinciale Dip. Pol. Giovanili) e Lea Del Greco (Coordinatore Comunale Dip. Pol. Giovanili).
Come Referente Provinciale uscente auguro loro buon lavoro, sicuro dell'impegno e delle forze che impiegheranno per portare alto il nome dei Giovani IDV.
Felice di lasciare il mio posto a persone valide e volenterose, ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e sostenuto in questo entusiasmante anno "politico".
La soddisfazione più grande dell'esser partito solo o quasi è il ritrovarsi con tanti ragazzi in grado di sostituirmi. In un periodo storico, d'imperante gerontocrazia io, venticinquenne, lascio la mia "poltrona" ad un altro giovane, volontariamente, riconoscendone le capacità.
Vale la pena ricordare le molte iniziative alla quale abbiamo preso parte:
le collaborazioni organizzative con il partito;
i miei comunicati stampa e l'attività di rappresentante degli studenti a Teramo;
il periodico "Espressione Libre", letto in tutte le Università Abruzzesi, destinatario di numerose manifestazioni di stima da parte di parecchi studenti universitari;
il nostro ruolo di PROMOTORI a livello nazionale del SINDACATO STUDENTESCO (che speriamo si costituirà presto);
l'elezione di 2 Consiglieri Circoscrizionali (Lea Del Greco e Marco Fonzo) e la loro attività che già nei primi mesi si è fatta apprezzare negli ambienti istituzionali e di cui presto saranno punto di riferimento;
senza dimenticare tutti coloro che hanno messo la loro faccia alle scorse elezioni comunali e circoscrizionali, contribuendo al successo della nostra lista, giovani che con spirito di sacrificio NON SI SONO TIRATI INDIETRO, nonostante la forzata (e non amata) alleanza con il PD ed il Sindaco Luciano D'Alfonso;
la partecipazione di 4 elementi al V-Day dell'8 Settembre 2007: "parlamento pulito";
la partecipazione di 3 elementi alla scuola di Formazione Politica di Acquasparta del 14 - 15 - 16 Settembre 2007;
la promozione della petizione pro Forleo - De Magistris del Novembre 2007
la partecipazione di 15 elementi al V-Day 2 "libera informazione" del 25 Aprile 2008;
la partecipazione di 13 elementi (20 richieste di cui 7 scartate per mancanza di posti disponibili) al 1° Forum dei Giovani dell'IDV, realizzato a Bellaria del 12 e 13 luglio 2008;
Siamo partiti in 5: io, Daniele, Arian, Lea, Lorenzo....ora siamo più di 40 e sempre in continua crescita, questo è stato possibile grazie ad un gruppo dirigente che mi ha affiancato nel corso dei mesi e che si è imposto tale, per le loro naturali capacità personali.
Segnalo a tal proposito quelli che sono i giovani di riferimento della provincia di Pescara: Mancinelli Emanuele, Del Greco Lea, De Filippis Lorenzo, Fonzo Marco, Aceto Luca, Taresco Enrica, Rulli Francesco, Mancini Antonio.
SPERIAMO DI AVERE LA FIDUCIA E LA SIMPATIA, ANCHE DA PARTE DEI NOSTRI DIRIGENTI DI PARTITO CHE, SONO SICURO, CI DARANNO SEMPRE MAGGIORE SPAZIO E CONSIDERAZIONE.
Emanuele Mancinelli
Referente Provinciale GIV Pescara - uscente
domenica 17 agosto 2008
FASCISMO MODERNO
PREMESSA DI ANTONIO DI PIETRO ALL'ARTICOLO DI FAMIGLIA CRISTIANA CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI ED IL SUO MODO DI FARE :
Dopo populista, sinistroide oltranzista, giustizialista, etichettature che mi hanno coinvolto in prima persona, arriva una nuova definizione di chi non è allineato al servilismo di governo: cattocomunista.
Questo è l'ultimo attacco che il regime Berlusconi IV ha sollevato nei confronti di Famiglia Cristiana, rea di aver criticato alcune iniziative di questo teatrino di governo.
La tecnica è sempre quella: l'evocazione dell'antiberlusconismo e del comunismo. Queste accuse ricorrono ogni qual volta si mettono in discussione in modo democratico le scelte adottate dalla maggioranza. Nessun dialogo. Questo è la linea politica dell'attuale governo. Questa è la nuova linea di un fascismo moderno. Famiglia Cristiana è nel giusto.
L'ARTICOLO DI FAMIGLIA CRISTIANA :
Il Presidente spazzino nel 'Paese del marciapiede'
"È un 'Paese da marciapiede' quello che sta consumando gli ultimi giorni di un’estate all’insegna della vacanza povera, caratterizzata da un crollo quasi del 50% delle presenze alberghiere nei luoghi di vacanza. Dopo vari contrasti tra Maroni e La Russa, sui marciapiedi delle città arrivano i soldati, stralunati ragazzi messi a fare compiti di polizia che non sanno svolgere (neanche fossimo in Angola), e vengono cacciati i mendicanti senza distinguere quelli legati ai racket dell’accattonaggio da quelli veri.
A Roma il sindaco Alemanno, che pure mostra in altri campi idee molto più avanzate di quelle che il pregiudizio antifascista gli attribuisce, caccia i poveri in giacca e cravatta anche dai cassonetti e dagli avanzi dei supermercati. Li chiamano scarti, ma lì si trovano frutta e verdura che non sono belli da esporre sui banchi di vendita. E allora se vogliamo salvare l’estetica, perché non facciamo il "banco delle occasioni", coprendo con un gesto di pietà (anche qui "estetico"), un rito che fa male alle coscienze? Nei centri Ikea lo si fa, e nessuno si scandalizza. Anzi.
Ma dai marciapiedi sparisce anche la prostituzione (sarà la volta buona?) e sarebbe ingeneroso non dare merito al Governo di aver dato ai sindaci i poteri per il decoro e la sicurezza dei propri cittadini. A patto, però, che la "creatività" dei sindaci non crei problemi istituzionali con questori e prefetti e non brilli per provvedimenti tanto ridicoli quanto inutili; e che il Governo non ci prenda gusto a scaricare su altri le sue responsabilità, come con l’uscita tardiva e improvvida (colpo di sole agostano?) della Meloni e di Gasparri, che hanno chiesto ai nostri olimpionici di non sfilare per protesta contro la Cina (il gesto forte, se ne sono capaci, lo facciano loro, i soliti politici furbetti che vogliono occupare sempre la scena senza pagare pegno!).
Tornando al "Paese da marciapiede", ha fatto bene il cardinale Martino, presidente del Pontificio consiglio per i migranti, ad approvare la lotta al racket dell’accattonaggio senza ledere il diritto di chiedere l’elemosina da parte di chi è veramente povero. Il cardinal Martino ha posto un dubbio atroce: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l’incapacità dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla "politica del rattoppo", o a quella dei lustrini?
La verità è che "il Paese da marciapiede" i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del "Presidente spazzino", l’inutile "gioco dei soldatini" nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato). Ma c’è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le "buffonate", che servono solo a riempire pagine di giornali.
Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo (Pil) e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede. Mentre c’è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni. L’industria vola, ma sui precari e i contratti è refrattaria. La ricchezza c’è, ma per le famiglie è solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sarà pubblicata su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno più ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso.
È troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?"
Dopo populista, sinistroide oltranzista, giustizialista, etichettature che mi hanno coinvolto in prima persona, arriva una nuova definizione di chi non è allineato al servilismo di governo: cattocomunista.
Questo è l'ultimo attacco che il regime Berlusconi IV ha sollevato nei confronti di Famiglia Cristiana, rea di aver criticato alcune iniziative di questo teatrino di governo.
La tecnica è sempre quella: l'evocazione dell'antiberlusconismo e del comunismo. Queste accuse ricorrono ogni qual volta si mettono in discussione in modo democratico le scelte adottate dalla maggioranza. Nessun dialogo. Questo è la linea politica dell'attuale governo. Questa è la nuova linea di un fascismo moderno. Famiglia Cristiana è nel giusto.
L'ARTICOLO DI FAMIGLIA CRISTIANA :
Il Presidente spazzino nel 'Paese del marciapiede'
"È un 'Paese da marciapiede' quello che sta consumando gli ultimi giorni di un’estate all’insegna della vacanza povera, caratterizzata da un crollo quasi del 50% delle presenze alberghiere nei luoghi di vacanza. Dopo vari contrasti tra Maroni e La Russa, sui marciapiedi delle città arrivano i soldati, stralunati ragazzi messi a fare compiti di polizia che non sanno svolgere (neanche fossimo in Angola), e vengono cacciati i mendicanti senza distinguere quelli legati ai racket dell’accattonaggio da quelli veri.
A Roma il sindaco Alemanno, che pure mostra in altri campi idee molto più avanzate di quelle che il pregiudizio antifascista gli attribuisce, caccia i poveri in giacca e cravatta anche dai cassonetti e dagli avanzi dei supermercati. Li chiamano scarti, ma lì si trovano frutta e verdura che non sono belli da esporre sui banchi di vendita. E allora se vogliamo salvare l’estetica, perché non facciamo il "banco delle occasioni", coprendo con un gesto di pietà (anche qui "estetico"), un rito che fa male alle coscienze? Nei centri Ikea lo si fa, e nessuno si scandalizza. Anzi.
Ma dai marciapiedi sparisce anche la prostituzione (sarà la volta buona?) e sarebbe ingeneroso non dare merito al Governo di aver dato ai sindaci i poteri per il decoro e la sicurezza dei propri cittadini. A patto, però, che la "creatività" dei sindaci non crei problemi istituzionali con questori e prefetti e non brilli per provvedimenti tanto ridicoli quanto inutili; e che il Governo non ci prenda gusto a scaricare su altri le sue responsabilità, come con l’uscita tardiva e improvvida (colpo di sole agostano?) della Meloni e di Gasparri, che hanno chiesto ai nostri olimpionici di non sfilare per protesta contro la Cina (il gesto forte, se ne sono capaci, lo facciano loro, i soliti politici furbetti che vogliono occupare sempre la scena senza pagare pegno!).
Tornando al "Paese da marciapiede", ha fatto bene il cardinale Martino, presidente del Pontificio consiglio per i migranti, ad approvare la lotta al racket dell’accattonaggio senza ledere il diritto di chiedere l’elemosina da parte di chi è veramente povero. Il cardinal Martino ha posto un dubbio atroce: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l’incapacità dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla "politica del rattoppo", o a quella dei lustrini?
La verità è che "il Paese da marciapiede" i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del "Presidente spazzino", l’inutile "gioco dei soldatini" nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato). Ma c’è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le "buffonate", che servono solo a riempire pagine di giornali.
Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo (Pil) e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede. Mentre c’è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni. L’industria vola, ma sui precari e i contratti è refrattaria. La ricchezza c’è, ma per le famiglie è solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sarà pubblicata su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno più ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso.
È troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?"
venerdì 8 agosto 2008
PERSEVERARE E' DIABOLICO
POSTO UN ARTICOLO DELL'ON. ZAZZERA SULLA VICENDA CHE COINVOLGE I PRECARI DELLE POSTE:
CLICCATE SUL TITOLO PER VEDERE L'INTERVENTO ALLA CAMERA DELL'ON. FRANCO BARBATO !
Errare umanum est, sed perseverare diabolicum. Nonostante gli evidenti elementi di incostituzionalità il governo modifica, ma nella sostanza non ritira il provvedimento riguardante i precari e in modo particolare l’art. 21 del maxiemendamento oggi sottoposto alla fiducia del Parlamento e che interessa migliaia di lavoratori precari delle Poste SpA.
Il provvedimento inserito nel DL 112/08 è incostituzionale perché sospende gli effetti della Legge per un periodo limitato e definito e per un numero precisato di lavoratori. Si sta creando una disparità di trattamento tra lavoratori precari del settore pubblico e del settore privato, e all’interno di ogni settore tra precari, si assolvono gli autori di illeciti penali ovvero il management di Poste SpA, e si concedono poteri coercitivi al datore di lavoro, lo Stato, in violazione del codice civile.
Il provvedimento del governo sui lavoratori precari nelle Poste di fatto colpisce l’effetto (i diritti dei lavoratori), ma non la causa della malagestione delle Poste SpA (il Management) che ha privatizzato gli utili ma socializzato le perdite.
In questa maniera si passa un colpo di spugna sulla malagestione di Poste SpA i cui Manager sono strapagati. Sarebbe il caso che il Parlamento si faccia carico di aprire una commissione di inchiesta sulle Poste SpA, su come sono state gestite e sulle responsabilità del Management.
CLICCATE SUL TITOLO PER VEDERE L'INTERVENTO ALLA CAMERA DELL'ON. FRANCO BARBATO !
Errare umanum est, sed perseverare diabolicum. Nonostante gli evidenti elementi di incostituzionalità il governo modifica, ma nella sostanza non ritira il provvedimento riguardante i precari e in modo particolare l’art. 21 del maxiemendamento oggi sottoposto alla fiducia del Parlamento e che interessa migliaia di lavoratori precari delle Poste SpA.
Il provvedimento inserito nel DL 112/08 è incostituzionale perché sospende gli effetti della Legge per un periodo limitato e definito e per un numero precisato di lavoratori. Si sta creando una disparità di trattamento tra lavoratori precari del settore pubblico e del settore privato, e all’interno di ogni settore tra precari, si assolvono gli autori di illeciti penali ovvero il management di Poste SpA, e si concedono poteri coercitivi al datore di lavoro, lo Stato, in violazione del codice civile.
Il provvedimento del governo sui lavoratori precari nelle Poste di fatto colpisce l’effetto (i diritti dei lavoratori), ma non la causa della malagestione delle Poste SpA (il Management) che ha privatizzato gli utili ma socializzato le perdite.
In questa maniera si passa un colpo di spugna sulla malagestione di Poste SpA i cui Manager sono strapagati. Sarebbe il caso che il Parlamento si faccia carico di aprire una commissione di inchiesta sulle Poste SpA, su come sono state gestite e sulle responsabilità del Management.
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